| NellXI sec. il luogo preminente per i
servizi religiosi era la chiesa del SS. Salvatore, demolita nel 1887, già prossima al
perimetro dellattuale abitato. La chiesa, la cui dedicazione e forse correlata con
la diffusione dei cluniacensi, divenne sede parrocchiale verso la fine del XIII
secolo. Dal X secolo in poi la storia di Samarate è legata a quella di Gallarate centro capo pieve e centro militare e commerciale del Seprium nel frattempo divenuto contea o comitatus, ma con unautonomia che non fu mai completa a causa delle ingerenze del Comune di Milano e dei vescovi-Conti milanesi che esercitavano il loro potere anche nei territori della diocesi specie dopo la pace di Costanza nel 1183. Nella battaglia di Legnano sono documentate presenze di genti del gallaratese inquadrate nelle milizie sepriensi della lega lombarda contro il Barbarossa. Altra risultanza documentata e che nel 1258 un nativo samaratese certo Engalfredo o Cotifredo, fu scelto come arbitro tra i nobili e il popolo nelle contese milanesi tra le fazioni emergenti mercantili artigiane contro le vecchie aristocrazie comunali (Pace di Sant Ambrogio). Samarate vive le vicende del Seprio e di Gallarate qui riportate: nel 1262 Gallarate riporta la distruzione delle mura durante le contese tra Torriani e Visconti: nel 1287 Castelseprio controllata dai Torriani viene distrutta dallarcivescovo di Milano ed il suo territorio aggregato a Milano collistituzione di un vicariato del Seprio Inferiore con sede a Gallarate; nel 1362 Samarate è compresa tra le terre devastate da soldatesche inglesi ingaggiate da marchese di Monferrato contro i Visconti e in quelloccasione diffonde la peste. Nella seconda meta del XIV secolo gli abitanti delle cascine di Verghera ottengono di erigersi in Parrocchia autonoma da Samarate dedicando la loro chiesa a Santa Maria nascente. La chiesa costruita nel 1394-97 fu rifatta nel XVII secolo ampliata a fine 800 e demolita nel 1966 per fare posto allattuale parrocchiale che di antico conserva solo il campanile e poche suppellettili. La località di Verghera, anticamente denominata Cassine de Vergheri e poi Cassine Verghera deve forse il suo toponimo al latino volgare Vergarium col significato di pastore-boscaiolo ed era in origine un insediamento a cascine sparse di uomini dediti ad attività silvo-pastorali in quella che fino al 700 era denominata Selvalonga per la sua estesnsione, oggi assai ridotta. Con la ripresa demografica del XIII secolo linsediamento doveva essersi più sviluppato ed aggregato il che poteva giustificare lerezione in parrocchia autonoma di cui si e detto. Nel 1455 è documentata la visita pastorale a Samarate di Gabriele Sforza. Gli inizi del 500 sono infausti per la plaga che infatti nel 1503 è colpita dalle scorrerie dei mercenari svizzeri chiamati in Lombardia da Ludovico il Moro contro Luigi XII. Nel 1524 Giovanni delle Bande Nere comandante delle truppe imperiali si accampa a Gallarate spogliandone le campagne e portandovi la peste. Nel 1527 altri saccheggi di Spagnoli diretti al sacco di Roma e nel 1528 incursioni di Turchi e Maomettani albanesi che facevano parte dellesercito francese contro Carlo V. I territori di questa zona privi di fortificazioni subivano questi eventi senza alcuna difesa. Anche la esiguità della popolazione era un fattore di debolezza (Gallarate aveva 1500 abitanti anche se era capoluogo del Seprio inferiore e Samarate assieme a Verghera non doveva arrivare al migliaio). Non restava alla popolazione in queste circostanze che fuggire temporaneamente nelle brughiere fino alla cessazione del pericolo. A partire dal XII secolo si diffondono in Lombardia gli Umiliati nati come associazione laica a scopo religioso e sociale ed ispirata alla regola benedettina. A Samarate pare che ne
esistessero una casa femminile e una maschile. Nel tempo dalla lavorazione delle lane e
dei fustagni, gli Umiliati passarono ad altre attività acquistando notevole potere
economico e loriginaria aspirazione ascetica venne degenerando tanto che nel
500 a Samarate il convento delle Umiliate era "tanto dissoluto da non avere
più nessuna sembianza di comunità religiosa". Nel 1570 con Carlo Borromeo le
monache Umiliate samaratesi di San Bartolomeo risultavano unite a quelle di San Michele a
Gallarate ed infine nel 1571 il Papa soppresse lordine degli Umiliati. La presenza
umiliata in Samarate sarebbe alle origini della fondazione della chiesa ancora oggi
esistente dedicata a San Rocco databile alla fine del 400 quando il culto di San
Rocco fu connesso con le ondate di peste del 1477-1485 ecc. (nei suoi pressi vi era il
Lazzaretto) ma ricostruita tra la fine 600 e linizio 700 quando fu
oratorio della confraternita dei Disciplini. Nel 1563 fu consacrata una chiesetta rurale
in località Cascina Verghera dedicata a San Bernardo. La chiesa fu poi accorpata nel 1570
da Carlo Borromeo alla parrocchia di Verghera e la sua dedicazione era probabilmente
collegata alla presenza in luogo di una cella dipendente dalla casa cistercense di
SantAmbrogio a Milano a quellepoca potente e ricca di proprietà nel Contado.
La chiesa fu demolita nel 1969 e ricostruita modernamente. Nel 1564 e documentata la
visita pastorale a Samarate del gesuita Padre Leonetto Chiavone che cita una chiesa priva
di campanile forse identificabile appunto con la chiesa di San Rocco di cui si e
parlato. Nel 1570 Carlo Borromeo visitò la pieve di Gallarate, recandosi il 20 giugno a Verghera ed il 22 giugno a Samarate. A quellepoca Verghera contava circa 260 abitanti e Samarate circa 900. San Carlo visito anche la chiesa allora subordinata a Samarate di Cascina del Manzo, lasciando in ogni visita numerose prescrizioni e disposizioni. Circa la Cascina del Manzo che è lattuale San Macario ci è noto che nel 500 vi esisteva una cappella e solo nel 1610 in occasione di una visita pastorale di Federico Borromeo fu istituita la parrocchia per scissione dalla matrice di Samarate. Nel 1636 i francesi alleati coi piemontesi, dopo aver saccheggiato il Novarese passarono il Ticino a Tornavento depredando i paesi della plaga mentre gli abitanti si erano rifugiati a Busto A. che era lunico borgo fortificato. Anche la modesta parrocchia di Cascina del Manzo fu saccheggiata in quelloccasione. La chiesa e la località di Cascina del Manzo assunsero lattuale denominazione solo nel 1674 quando vi furono trasportati i presunti resti del martire Macario prelevati dalle catacombe di Roma (la chiesa attuale si presenta nella veste architettonica conferitale dai successivi ampliamenti del 1804 e 1902 e conserva pregevoli altari e sculture lignee barocche). Dopo la traslazione, S. Macario fu meta di numerose visite processionali di fedeli provenienti da tutto il circondario. Nel 1585/88 infurio in tutta la zona una tremenda pestilenza che colpi anche Samarate come risulta dagli scritti del medico novarese Andrea Trevisio che vide quegli avvenimenti. Unaltra documentazione per la storia samaratese e desunta da un manoscritto conservato nella Reale Biblioteca di Coopenaaghen consistente in una meticolosa "Storia della peste avvenuta nel borgo di Busto Arsizio nel 1630" proveniente dalla Biblioteca Capitolare di San Giovanni e redatta durante quegli eventi da un canonico della Collegiata di Busto Arsizio. Si tratta di un documento che fornisce notizie dettagliatissime ed interessanti su questo gravissimo evento che arrivo ad avere un tasso di mortalità altissimo. |